Psichiatra Infantile Milano
Quando si sente parlare di Psichiatra Infantile Milano si ragiona su tutti quegli aspetti legati al mondo dell’infanzia, periodo estremamente importante per il processo di formazione dell’individuo.
La psicologia infantile non si occupa solo della cura di eventuali traumi dell’infanzia, ma anche dell’educazione e dell’assistenza ai bambini, legandosi dunque alle metodologie pedagogiche, allo scopo di non far nascere traumi e paure, o per lo meno di ridurne il numero. Quando si sente parlare di psicologia infantile si ragiona su tutti quegli aspetti legati al mondo dell’infanzia, periodo estremamente importante per il processo di formazione dell’individuo. La psicologia infantile non si occupa solo della cura di eventuali traumi dell’infanzia, ma anche dell’educazione e dell’assistenza ai bambini, legandosi dunque alle metodologie pedagogiche, allo scopo di non far nascere traumi e paure, o per lo meno di ridurne il numero. Lo Psicologo infantile si interessa delle problematiche dello sviluppo dei bambini fino all’adolescenza. Nel suo iter formativo ha scelto si proseguire studiando la Psicologia Clinica o la Psicologia dello sviluppo e successivamente ha svolto un periodo di formazione pratica all’interno di strutture che trattano l’infanzia.
Le strutture territoriali come la neuropsichiatria infantile o un Day Hospital (DH) di Neuropsichiatria. Spesso ha proseguito lavorando all’interno dei centri di riabilitazione per l’infanzia però con poco focus sulla diagnostica testistica Lo “Psicologo dei bambini” si occupa delle difficoltà incontrate dal bambino durante le varie fasi della crescita e del suo sviluppo neuro-cognitivo, psicodinamico ed emotivo .Le fasi della crescita portano difficoltà come l’ADHD (DDAI), o disturbi Oppositivi o DSA; che incrinano lo sviluppo della personalità. Lavorando su queste criticità si può arrivare ad una personalità più armonica. Ma col cambiare delle età anche problemi come la depressione, le ossessioni e le compulsioni, le anoressie o le “psicosi infantili”. L’iter lavorativo prevede colloqui psicologici con la famiglia e i genitori, colloqui psicologico clinici con il bambino, osservazioni in coppia genitore-bambino, osservazioni nell’ambiente del bambino e somministrazione di test psicodiagnostici e neuropsicologici. Stranamente a quanto si pensa le problematiche che si osservano riguardano tutte le età di sviluppo a partire dalla fascia 0-2 anni, quella 3-5, la 6-8, quella 9-11 e 12-17 e 11 mesi.
Il sostegno psicologico con i bambini si avvale di una varietà di tecniche e metodi che possono essere utilizzati per aiutare i più piccoli che esprimono sintomi di malessere e disagio, sia a livello comportamentale che emotivo Attraverso tale supporto è possibile dare nuovi significati a quello che viene considerato il problema, alla luce della storia familiare, dello sviluppo del bambino e delle relazioni all’interno dei suoi contesti di appartenenza. Il bambino e la sua famiglia ricevono un supporto emotivo, imparano a riconoscere le proprie emozioni, hanno la possibilità di trovare nuovi modi di comunicare, individuando nuove soluzioni ai vecchi problemi Il professionista nelle fasi iniziali potrà avvalersi di specifiche tecniche di osservazione e test da somministrare al bambino, in base ai quali definire obiettivi e strategie di intervento. Il lavoro con i bambini, proprio per la particolare età dei pazienti, utilizza poi principalmente strumenti che permettono l’emergere di contenuti verbali e non verbali utili al professionista per la comprensione del funzionamento psichico del bambino, ma allo stesso tempo che non siano percepiti come “invasivi” Il gioco riveste una grande importanza, solitamente sono presenti nella stanza materiali ludici come bambole, personaggi che rappresentino una famiglia, costruzioni, plastilina ed anche giochi strutturati come puzzle o giochi da tavolo.